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garage BENTIVOGLIO

Salvo, Costigliole, 2010 e Rivisitando Cignaroli, 2008 | Jonathan Monk, Untitled (Trees) XXXV, 2016

Su uno dei tanti muri di Bologna campeggia la scritta “Le cose sono conoscibili solo se messe in relazione ad altre cose”. Il centro dell’arte, in effetti, non è mai l’opera in sé, ma l’universo di significati che riesce a innescare: di genealogia, di somiglianza, di imitazione. Il rapporto con la storia è al centro della ricerca di Salvo; già dagli esordi concettuali il suo lavoro guarda all’antico. Se i colleghi dell’Arte Povera tornano agli archetipi formali, mostrando materiali e oggetti per quello che sono nel mondo reale, l’artista torinese si riappropria degli archetipi compositivi. L’Autoritratto (come Raffaello) del 1970 anticipa le scelte di campo degli anni a venire; appaiano subito chiari i riferimenti a maestri del colore del Rinascimento italiano, gli après da Carpaccio e El Greco, la reinvenzione di generi come paesaggio e capriccio, che saranno al centro del suo successo anche commerciale di questi ultimi anni. Per un artista che ha indagato il rapporto tra originalità e imitazione, tra omaggi e copie, appare subito naturale essere al centro di rivisitazione successive. L’interesse di Jonathan Monk per il lavoro di Salvo si concentra quasi esclusivamente sugli alberi, su un elemento di paesaggio abbastanza semplice, che diventano pretesto per altre considerazioni, anche economiche. La richiesta crescente di tele di Salvo da parte del mercato, ne rende immediatamente desiderabili anche i suoi epigoni, e Monk decide di vendere le sue opere in base al numero di alberi che contengono. L’artista inglese ha sempre connesso in maniera diretta il suo lavoro al prezzo; il suo account instagram @monkpictures è la collezione dei suoi scontrini decorati da piccole copie di opere d’arte, acquistabili al costo dello scontrino stesso. L’ossessione di Monk per Salvo è la stessa che i collezionisti nutrono l’artista torinese, di cui un Palazzo Bentivoglio custodisce un piccolo nucleo di opere. Se la storia dell’arte è da sempre una ragnatela di rimandi e connessioni, non può non esserlo una collezione

10.6.2026
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4.7.2026

a cura di Davide Trabucco

dal mercoledì al sabato dalle 19 alle 23