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Ipogea

Chiara Camoni

Per tre weekend di ottobre, Palazzo Bentivoglio apre alcuni dei suoi spazi meno visitati per rendere nuovamente accessibile al pubblico 'Ipogea' (2021), installazione permanente di Chiara Camoni (Piacenza, 1974) ospitata nei sotterranei cinquecenteschi dell’edificio. \n L’opera nasce da una commissione di Palazzo Bentivoglio e prende avvio dal ritrovamento, nelle cantine dell’edificio, di un insieme di pietre e frammenti architettonici provenienti dalle diverse fasi della sua costruzione e delle successive trasformazioni. Camoni ha utilizzato questi elementi per costruire una successione di quattro “stanze”, intervenendovi con opere realizzate a partire da materiali raccolti nel giardino del palazzo: terra, foglie, fiori, rami e cenere. Il percorso conduce progressivamente verso un piccolo ambiente dove le pietre sono disposte lungo le pareti a formare la grande spira di una 'Serpentessa'. \n In continuità con 'Ipogea', che accoglie nella sua seconda stanza una biblioteca minima dei riferimenti di Camoni, da Piranesi a Riegl, la prima sala dei sotterranei ospiterà le pubblicazioni dedicate alla ricerca dell’artista, perché il pubblico possa sfogliarle. La selezione permetterà di affiancare alla dimensione ambientale di 'Ipogea' una parte degli scritti di Camoni e dei testi che negli anni hanno accompagnato e approfondito il suo lavoro fino a 'Con te con tutto' – il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2026, curato da Cecilia Canziani – dando conto del ruolo che la scrittura, propria e di altri, riveste nella sua pratica d’artista. \n Nel percorso sarà visibile anche 'Memorie del sottosuolo' (2021) di Francesco Carone, che sostituisce un mattone di un pilastro delle cantine con una copia del romanzo di Dostoevskij, in un intervento che stabilisce un rapporto diretto con la bEB, la biblioteca di storia dell’arte ospitata al piano nobile di Palazzo Bentivoglio.

9.10.2026
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25.10.2026

dal venerdì alla domenica dalle 12 alle 19 ingresso gratuito

ph. Camilla Maria Santini, Carlo Favero

ph. Camilla Maria Santini, Carlo Favero