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garage BENTIVOGLIO

Meret Oppenheim, Traccia, 1972

“Con Marcel Breuer la cultura entra nella produzione in serie, con Ultramobile entra la poesia” recita un piccolo manifesto degli anni Settanta. Sopra questa scritta, abbandonati come su una spiaggia di Alberto Savinio, si alternano in un campo bianco alcuni oggetti d’arredo di Simon, l’azienda creata nel 1968 da Dino Gavina insieme a Maria Simonicini. L’imprenditore bolognese era già stato artefice di altre due importanti avventure, ovvero Flos e Gavina spa, cui parte del catalogo verrà quai subito ceduto a Knoll. \n Ultramobile di Simon è in netta controtendenza rispetto alle sue esperienze precedenti: il focus si concentra ben presto su artisti e non su designer, spesso ripensando o rieditando oggetti dada o surrealisti. In quegli anni, intanto, le contestazioni studentesche e proletarie fanno emergere nuovi bisogni e desideri sociali e il design italiano per ripensare se stesso vola oltreoceano; la mostra di Ambasz al MOMA è lo spartiacque tra i maestri che fin lì hanno dominato la scena, e i nuovi nomi, spesso riuniti in gruppi. \n L’operazione di Gavina non ha alcun rapporto con gli interrogativi di quegli anni; le opere degli artisti non sono legate a nessun know-how aziendale, ma frutto dell’estro creativo del singolo; non vi è alcun rapporto tra forma e funzione e soprattutto più che prefigurare mondi, sembrano evocare rassicuranti vestigia del passato, che abbiamo già incontrato in qualche fantasia o momento onirico.\n Due zampe d’ottone fissate sotto un piano ellittico sono il risultato di una metamorfosi interrotta; Meret Oppenehim attinge al surrealismo zoomorfo e realizza un piccolo tavolo dorato. Non ci è dato sapere a che animale appartengano; troppo grandi per essere di una normale gallina, troppo piccole per appartenere forse a una creatura preistorica oramai estinta. Ma sopra il piano troviamo alcune tracce, altri simili hanno subito la stessa trasformazione, riuscendo però a volare via da noi.

20.5.2026
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6.6.2026

a cura di Davide Trabucco

dal mercoledì al sabato dalle 19 alle 23

ph. Carlo Favero

ph. Carlo Favero